21 Set 2021

Novità dalla Libreria Antiquaria Gilibert

BUFFA DI PERRERO VINCENZO.

Ricordi del Monviso (30 e 31 luglio 1877). Pinerolo, Tipografia Chiantore – Mascarelli, 1877.

In-8° (cm), brossura editoriale con titoli e monogramma dello stampatore al piatto anteriore entro cornice, fregio tipografico al posteriore.  Pp (4), 43, (1) bianca, all’antiporta incisione raffigurante la Madonna Immacolata del Monviso, monogramma inciso dell’editore al frontespizio. Dedica autografa dell’autore al frontespizio alla Madama Contessa Viglietti. Minimi difetti e segni del tempo ma più che buon esemplare genuino.

Assai raro quanto avvincente resoconto di quattro giornate sul Monviso dedicate al trasporto e alla collocazione di una statua di larice alta un metro (scolpita da Luigi Gasperini), dono della contessa Gabriella di Fenile, portata in vetta in sostituzione di quella precedente ormai molto rovinata. Ideatore e organizzatore dell’evento fu appunto l’Autore della presente memoria l’avvocato Vincenzo Buffa di Perrero(Cavour 1845-Torino 1880) vicepresidente dell’appena nata sezione C. A. I. di Pinerolo.

Con l’aiuto di padre Francesco Denza e dell’abate Jacopo Bernardi, organizza una comitiva di cui, oltre a se stesso e alla contessa di Fenile, faranno parte diversi accompagnatori, fra cui una guida, due sacerdoti e dei portatori. La comitiva parte la domenica 29 dalla chiesa di S. Croce in Cavour, per giungere, dopo una salita non priva di sforzi ma altresì soddisfacente per spirito corale, il 31 luglio, sul breve pianoro che costituisce la vetta orientale del Monviso dove si trova il cosiddetto “uomo di pietra” ove la statua della madonna viene posizionata accanto a quella molto rovinata portata nel 1865 dalle “nobili donzelle” Maria Pensa e Teresa Tornielli. Successivamente venne celebrata la messa per inaugurare il monumento, messa considerata la seconda assoluta in alta quota  dopo quella svoltasi nel 1669 sul monte Widderstein (m 2536), nelle Alpi di Allgau (Vorarlberg, versante austriaco). Dopo la celebrazione della messa viene redatto un processo verbale su di una pergamena in doppio originale, dove viene descritto l’avvenimento con le firme di tutti i presenti. Una copia del documento viene lasciato all’interno della statua.

Triste fu l’epilogo della statua. Infatti poco prima della Seconda Guerra Mondiale, sarà il nipote dell’avv. Vincenzo, il Prof. Ermanno Buffa di Perrero (nipote di Vincenzo e Direttore Generale del CAI) , in occasione di un’escursione con i suoi allievi, farà rimuovere la statua, ormai molto danneggiata dal tempo, per farla portare al rifugio “Quintino Sella”  in attesa di trasferirla al Museo Nazionale della Montagna di Torino, di cui è coordinatore. Ciò non accadrà mai ché, purtroppo, essa verrà bruciata da militari di passaggio al rifugio durante il conflitto.

Manifesto originale realizzato da Gerard Dénériaz, in arte Razzia, (68x92cm) autografato dall’autore, realizzato nel 1981