23 Set 2020

Novità Studio Bibliografico Pera

134748 SIMLER Josias. IOSIAE SIMMLERI VALLESIAE ET ALPIUM DESCRIPTIO.

Lugduni Batavorum [Leiden], Ex Officina Elzeviriana, 1633.

Opera dedicata a Hildebrand da Riedmatten, vescovo di Sedun. Testo latino. Cm.10,8×5,7. Pg.377, (7). Legatura in piena pergamena rigida, Frontespizio figurato a motivi allegorici. Capilettera e fregi xilografici. Minime tarlature mendate alle ultime carte. Figlio di un pastore protestante, il teologo svizzero Josias Simmler, nome latinizzato Simlerus (Kappel, 1530-1576) fu docente all’ateneo di Zurigo. Si deve a lui il primo tentativo di studio sistematico della Svizzera, recuperando anche i testi degli scrittori latini, e in particolare con la traduzione latina della “Chronik” di Johann Stumpf. Il risultato di tale lavoro fu il presente testo, dato alle stampe con il titolo di “De Alpibus commentarius” nel 1574, celebre come primo saggio in assoluto dedicato allo studio delle Alpi dopo la prima parte dedicata al Cantone Vallese.                                                                                                                                   € 350

153147 INAMA Virgilio. STORIA DELLE VALLI DI NON E DI SOLE NEL TRENTINO. Dalle origini fino al secolo XVI.           

Trento, Zippel, 1905.

Prima edizione. Cm.23,5×15,3. Pg.(8), 366. Legatura in mz.tela con piatti originali applicati alla coperta. Tracce di vecchi restauri al piatto anteriore e al frontespizio. Con 12 figure nel testo, quattro tavole fuori testo, una carta a doppia pagina ed una carta, sempre doppia, su Fondo, capoluogo dell’Alta Valle Anaunia, non inserita nell’Indice delle Illustrazioni. Dedica manoscritta, siglata, dell’autore.                                                                                                                                                                                           € 80

153183 SPALLANZANI Lazzaro. LE OPERE. Pubblicate sotto gli alti auspici della Reale Accademia d’Italia. 

Milano, Hoepli, 1932-1936.

Opera completa in cinque volumi, suddivisi in sei tomi. Presentazione di Filippo Bottazzi. Cm.25,2×19. Pg.3812 complessive. Brossure editoriali. Esemplari intonsi. Illustrazioni fuori testo. Ritratto dell’autore all’antiporta del primo volume. Il testo è preceduto da “La vita e l’opera di Lazzaro Spallanzani”. Piano dell’Opera: Vol.I: “Circolazione; Digestione; Respirazione animale” (pg.XXVIII, 568); Vol.II: “Respirazione animale (II); Microbiologia” (pg.672); Vol.III: “Respirazione delle piante; Rigenerazioni animali; Fecondazione naturale e artificiale; Sistema nervoso; Varia” (pg.968); Vol.IV: “Viaggi sull’Appennino, al Lago Ventasso, sulle Alpi Lombarde, sui Grigioni, nella Svizzera, nel Mediterraneo” (pg.532); Vol.V, parte I: “Viaggio a Costantinopoli” (pg.398); Vol.V, parte II: “Viaggi alle Due Sicilie” (pg.X, 636). Eccellenti condizioni di conservazione. Opera di non facile reperimento completa di tutte le sue parti. “Spallanzani nacque il 12 gennaio 1729 a Scandiano, vicino a Reggio Emilia, da Gian Nicola, giureconsulto, e da Lucia Ziliani, primo di nove fratelli. Anche se agiata, la famiglia numerosa condizionò la sua precoce scelta per lo stato clericale. Fatti i primi studi a Scandiano, a 15 anni entrò nel Collegio dei gesuiti di Reggio per seguire i corsi di retorica e filosofia e di qui passò a Bologna per studiare diritto e seguire così la carriera paterna. Spallanzani decise però di abbandonare il diritto per la filosofia naturale, spinto a ciò dalla cugina Laura Bassi, docente di Fisica generale all’Università. A Bologna Spallanzani studiò anche greco, francese, matematica e astronomia, e apprese l’uso del microscopio. Accettò quindi nel 1757 l’insegnamento di greco nel Seminario e di fisica e matematica all’Università di Reggio. Nel 1762, a trentatré anni, prese gli ordini sacerdotali e nel 1763 si trasferì a Modena per insegnare filosofia all’Università e matematica e greco presso il Collegio di San Carlo. Grazie alla fama acquisita con le ricerche condotte tra il 1761 e il 1768, Spallanzani fu chiamato a Pavia dal plenipotenziario della Lombardia austriaca Carlo di Firmian per ricoprire l’insegnamento di Storia Naturale in una delle fasi più intense della riforma dell’Università. Spallanzani si trasferì a Pavia entro il novembre del 1769 e assunse la cattedra e la direzione del Museo dell’Università, di cui fu anche rettore nell’anno 1777-1778. Pur lamentandosi del clima insalubre della città, vi rimase per trent’anni, anche se passò sempre le vacanze estive a Scandiano. Spallanzani continuò a lavorare come al solito fino a qualche giorno prima della morte. Lo scienziato morì nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1799” (dal sito dell’Università di Pavia). > Ramazzotti, “Il phylum Tardigrada”, 19. Piccolino / Bresadola, “Shocking Frogs: Galvani, Volta, and the Electric Origins of Neuroscience”, 357.                           € 400

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