06 Set 2019

Proposte di volumi da Gilibert

(Viaggi e geografia – Paesi Bassi e Olanda – Svizzera)

Thomas Salmon, Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale, con nuove osservazioni, e correzioni degli antichi, e moderni viaggiatori. Volume XI. Delle sette Provincie Unite, dei Paesi Bassi, degli Svizzeri, dei Grigioni, e loro alleati, in Venezia, presso Giambatista Albrizzi, 1742.

Volume In-8° (19.1×13.4 cm) in bella legatura strettamente coeva in piena pergamena con titolo manoscritto in antico al dorso, tutti i tagli spruzzati: pp. (16), 431. Al frontespizio con fregio inciso due timbri settecenteschi di appartenenza nobiliare. Dedicatoria a Giovanni Donà sormontata dal suo blasone inciso. Il volume illustra le Sette Province Unite (Olanda, Zelanda, Frisia, Groninga ed Ommelanden, Overissel, Gheldria e Utrecht), la Svizzera e i Grigioni. Antiporta allegorica incisa su rame e altre 17 tavole calcografiche f.t., molte delle quali ripiegate, con vedute delle principali località olandesi e svizzere, carte geografiche delle due nazioni, una scena di pattinaggio su ghiaccio in Olanda, serpenti mostruosi ritrovati nelle Alpi elvetiche, cristalli curiosi rinvenuti nelle Alpi, ecc. Accanto a descrizioni scientifiche di animali quali il camoscio e di minerali emergono dunque ancora inaspettate quanto interessanti trattazioni e resoconti di tipo mitico fantastico come su quella sui serpenti e dragoni mostruosi ….. dotati di piedi!! 

Prima edizione italianadi questo undecimo volume della celebre e poderosa opera del Salmon dedicato ai Paesi Bassi e alla Svizzera. L’opera, scritta originariamente in inglese, pubblicata tra il 1737 e il 1766 e presto tradotta nelle principali lingue europee, comprendeva all’origine ben 26 volumi ed è uno dei primi affreschi geopolitici del mondo allora conosciuto.

Thomas Salmon (Londra, 1679-1767), geografo e poligrafo inglese, è oggi noto per questa imponente impresa della “Modern History or the Present State of all Nations”, oggetto di numerose traduzioni, rifacimenti ed imitazioni in varie lingue. Bibliografia: cfr. Morazzoni, p. 253. Cremonini, 64; manca al Perret.

Stato di conservazione: lievissimi segni del tempo e d’uso ai piatti e al dorso. Una piccolissima punzonatura via via scemante al filo esterno delle prime in prossimità della testa.  Interno fresco. Doppio timbro di antico collezionista privato al frontespizio. Carte ripiegate in buono stato di conservazione con minimi difetti. Nel complesso ottima copia. Raro e fondamentale.

(Alpi occidentali/Cervino/Classici letteratura alpina)

Guido Rey, Il Monte Cervino. Illustrazioni di Edoardo Rubino. Prefazione di Edmondo De Amicis. Nota Geologica di Vittorio Novarese,Milano, Ulrico Hoepli, 1904.

In-4° (300x212mm), pp. XVI, 287, brossura editoriale figurata. 14 tavole colorate f.t., 23 disegni a penna e 11 fotografie. Buon esemplare in barbe ma con restauri al dorso e ai piatti.​

Prima edizione di questo grande classico della letteratura alpinistica. Guido Rey (Torino, 1861-1935), fecondo scrittore di libri di montagna stilisticamente pregevoli, conquistò il Furggen, sul Cervino, nel 1899; “fut une personnalité marquante du monde alpin du début du XX siècle…Rey est très connu pour ses ouvrages sur la montagne et l’alpinisme, dont la qualité du style et l’interêt sont remarquables” (Perret).​

Perret, 3664: “Un livre de référence sur le Cervin…Il s’agit non seulement d’un Ouvrage de rèférence, mais également d’un chef-d’oeuvre de la Littérature alpine. L’édition la plus prisée est l’édition originale italienne”. A.C.L., p. 256. Aliprandi, 165-166. S.A.C., p. 11. Garimoldi, Dall’orrido al sublime, n. 106. Neate, R25. B.N. C.A.I.​

(Storia del Progresso scientifico/ Geodesia/Storisa locale)

Giovanni Battista Beccaria, Gradus Taurinensis. Augustae Taurinorum, ex Typographia Regia, 1774.

In-4° (265x195mm), pp. (12), 195, (3) di indice ed errata, (1) bianca, legatura coeva m. pergamena e angoli con titolo in oro su tassello al dorso e piatti in cartone decorato. Tagli marmoreggiati policromi. Armi Sabaude al frontespizio e 3 grandi tavole di strumenti e schemi geodetici incise su rame più volte ripiegate in fine. Schemi intercalati n.t. Timbro al titolo. Ottimo esemplare.​

Prima ed unica edizione di questa celebre e rara opera del grande scienziato monregalese, descrivente l’intera operazione della misurazione della lunghezza di un grado di un arco di meridiano in Piemonte. Iniziata nel 1760, questa notevolissima impresa geodetica  richiese anni di estenuanti osservazioni astronomiche (fu appositamente apprestato un piccolo osservatorio in Torino, ed un osservatorio elettrico a Superga), di laboriosi conteggi, di faticosi viaggi e rilievi, e soltanto nel 1764 il Beccaria diede comunicazione dei risultati ottenuti. “Nella misura base di Rivoli – scrive Luigi Carnera – il Beccaria seppe usare nuovi accorgimenti, che racchiudono il concetto su cui, quasi un secolo dopo, ebbero a ritornare altri geodeti”. L’opera non andò esente da polemiche, come quelle suscitate dal Cassini, che espresse riserve sull’esattezza dei calcoli del Beccaria, che rintuzzò in prima persona tali dubbi con le “Lettere d’un Italiano ad un Parigino intorno alle riflessioni del signor Cassini de Thury sul grado Torinese” (1777), in cui dimostrò tra l’altro l’influenza delle Alpi sulla deviazione del pendolo. ​

Il Beccaria (Mondovì, 1716-Torino, 1781), dell’Ordine delle Scuole Pie, fu professore di fisica a Palermo e poi, su chiamata di Carlo Emanuele III, a Torino, e insigne studioso di geodesia e di fenomeni elettrici, soprattutto con il saggio “Dell’Elettricismo artificiale e naturale”, che gli valse la nomina a membro della Royal Society londinese e gli elogi dello stesso Benjamin Franklin, cui egli si era ispirato nei propri esperimenti e che ne caldeggiò la versione inglese. Perfezionatore dell’invenzione frankliniana del parafulmine, fu il primo a studiare le scariche elettriche nell’acqua e a dimostrare che l’aria prossima ad un corpo elettrizzato diviene gradatamente carica della stessa elettricità.​

Vassalli Eandi, Memorie storiche intorno al Beccaria, Torino, 1793, pp. 39-41 e passim. Poggendorff, I, 123-124. Honeyman Collection, 255. Riccardi, I,100: “Raro… dotta relazione”. Mostra del libro piemontese, p. 75. ​

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